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MANSIONI SUPERIORI

22.02.2013
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MANSIONI SUPERIORI

Mi segnalano trionfalistici articoli riguardanti due sentenze che riconoscono mansioni superiori.

Purtroppo, la normativa vigente è quella del d.lgs 165/2001:


D. Lgs. 165/2001 art. 52

Art. 52. Disciplina delle mansioni.

- 1. ([1]) Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e’ stato assunto o alle mansioni equivalenti nell’ambito dell’area di inquadramento ovvero a quelle corrispondenti alla

qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui

all’articolo 35, comma 1, lettera a). L’esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica

di appartenenza non ha effetto ai fini dell’inquadramento del lavoratore o dell’assegnazione di

incarichi di direzione.

- 1-bis. I dipendenti pubblici, con esclusione dei dirigenti e del personale docente della scuola, delle

accademie, conservatori e istituti assimilati, sono inquadrati in almeno tre distinte aree funzionali.

Le progressioni all’interno della stessa area avvengono secondo principi di selettività, in funzione

delle qualità culturali e professionali, dell’attività’ svolta e dei risultati conseguiti, attraverso

l’attribuzione di fasce di merito. Le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico,

ferma restando la possibilità per l’amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei

titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50

per cento di quelli messi a concorso. La valutazione positiva conseguita dal dipendente per almeno

tre anni costituisce titolo rilevante ai fini della progressione economica e dell’attribuzione dei posti

riservati nei concorsi per l’accesso all’area superiore.

- 1-ter. Per l’accesso alle posizioni economiche apicali nell’ambito delle aree funzionali e’ definita una

quota di accesso nel limite complessivo del 50 per cento da riservare a concorso pubblico sulla base

di un corso concorso bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.

- 2. Per obiettive esigenze di servizio il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie

della qualifica immediatamente superiore:

a) nel caso di vacanza di posto in organico, per non più di sei mesi, prorogabili fino a dodici qualora

siano state avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti come previsto al comma 4;

b) nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con

esclusione dell’assenza per ferie, per la durata dell’assenza.

- 3. Si considera svolgimento di mansioni superiori, ai fini del presente articolo, soltanto

l’attribuzione in modo prevalente, sotto il profilo qualitativo, quantitativo e temporale, dei compiti

propri di dette mansioni.

- 4. Nei casi di cui al comma 2, per il periodo di effettiva prestazione, il lavoratore ha diritto al

trattamento previsto per la qualifica superiore. Qualora l’utilizzazione del dipendente sia disposta

per sopperire a vacanze dei posti in organico, immediatamente, e comunque nel termine massimo di

novanta giorni dalla data in cui il dipendente è assegnato alle predette mansioni, devono essere

avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti.

- 5. Al fuori delle ipotesi di cui al comma 2, è nulla l’assegnazione del lavoratore a mansioni proprie

di una qualifica superiore, ma al lavoratore è corrisposta la differenza di trattamento economico con

la qualifica superiore. Il dirigente che ha disposto l’assegnazione risponde personalmente del

maggiore onere conseguente, se ha agito con dolo o colpa grave.

- 6. Le disposizioni del presente articolo si applicano in sede di attuazioni della nuova disciplina degli

ordinamenti professionali prevista dai contratti collettivi e con la decorrenza da questi stabilita. I

medesimi contratti collettivi possono regolare diversamente gli effetti di cui ai commi 2, 3 e 4. Fino

a tale data, in nessun caso lo svolgimento di mansioni superiori rispetto alla qualifica di

appartenenza, può comportare il diritto ad avanzamenti automatici nell’inquadramento professionale

del lavoratore.


Ne deriva che, ove l’Amministrazione curi l’appello, altro Giudice meno distratto riparerà all’errore del precedente, con buona pace dei ricorrenti.

È, peraltro, possibile che l’Avvocatura se ne scordi, non per nulla abbiamo un Funzionario UNEP F5 a Rossano.

Quel che, a distanza di tanti anni trovo ancora assolutamente ingiusto è che quel che vale per il privato (cui ci hanno voluto assimilare con i primi contratti degli anni 90) non valga anche per il pubblico: se l’Amministrazione utilizza il personale in mansioni superiori per più di sei mesi, perché mai non deve inquadrarlo per quel che fa?

— -

Antonino Laganà

Sentenza Trib. Larino, N. 63/2013

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