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ANNUNCIO SEDE VACANTE - TRIBUNALE DI OSIMO

17.08.2011
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ANNUNCIO SEDE VACANTE - TRIBUNALE DI OSIMO

Pubblichiamo per coloro che fossero interessati un annuncio di sede vacante presso la sede del Tribunale di Osimo che prevede due Funzionari Unep.

Al momento è scoperta per effetto di pensionamenti e dimissioni.

Qualcuno interessato potrebbe chiedere il trasferimento in virtù del DL 138/2011.

Quest’ultimo, infatti, è intervenuto di recente nel panorama legislativo aprendo le porte alla mobilità del personale, pur nel rispetto di specifici parametri.

A tal proposito, ci sembra interessante l’articolo pubblicato su ItaliaOggi del 17 agosto c.a. ad opera di Luigi Oliveri e che vi riportiamo di seguito.



L’obbligatorietà dell’istituto è legato alla razionalizzazione delle province e dei piccoli comuni

- Mobilità a tutto spiano nella p.a.
- Trasferimenti anche in aree diverse di contrattazione


Trasferimenti obbligatori per i dipendenti pubblici, anche nelle more dei criteri che saranno definiti dalla contrattazione collettiva.Il dl 138/2011 dà un ulteriore colpo di acceleratore alla mobilità del personale pubblico, potenziandola ulteriormente con l’articolo 1, comma 26, ai sensi del quale i dipendenti di tutte le amministrazioni previste dall’articolo 1, comma 2, del dlgs 165/2011 «esclusi i magistrati, su richiesta del datore di lavoro, sono tenuti a effettuare la prestazione in luogo di lavoro e sede diversi sulla base di motivate esigenze, tecniche, organizzative e produttive con riferimento ai piani della performance o ai piani di razionalizzazione, secondo criteri e ambiti regolati dalla contrattazione collettiva di comparto. Nelle more della disciplina contrattuale si fa riferimento ai criteri datoriali, oggetto di informativa preventiva, e il trasferimento è consentito in ambito del territorio regionale di riferimento; per il personale del ministero dell’interno il trasferimento può essere disposto anche al di fuori del territorio regionale di riferimento. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».Il comma 19 completa l’opera modificando l’articolo 30, comma 2-bis, del dlgs al quale è aggiunta la seguente frase: «Il trasferimento può essere disposto anche se la vacanza sia presente in area diversa da quella di inquadramento assicurando la necessaria neutralità finanziaria».

Il potenziamento dell’istituto della mobilità è evidentemente finalizzato a consentire il passaggio dei dipendenti pubblici da un territorio all’altro della medesima amministrazione, ma anche tra un’amministrazione e l’altra: infatti, coinvolti sono anche regioni ed enti locali. È implicita la connessione tra questa norma e il disegno di riduzione delle province, unione dei comuni con meno di 1.000 abitanti e ridisegno degli uffici periferici statali che hanno sede nelle province che verranno soppresse. Questi ultimi, infatti, dovrebbero traslocare, per concentrarsi nelle nuove sedi ove si collocheranno gli uffici periferici. Pertanto, risulta fondamentale poter imporre ai dipendenti la mobilità in ambito regionale, così da razionalizzare la distribuzione delle risorse umane.

Sono, dunque, sostanzialmente queste le «esigenze, tecniche, organizzative e produttive con riferimento ai piani della performance o ai piani di razionalizzazione» cui fa riferimento l’articolo 1, comma 29, che danno al datore di lavoro pubblico la potestà di trasferire i dipendenti.

Lo stesso, nella sostanza, varrà anche per comuni, province e regioni interessate dalla profonda trasformazione che scaturirà della soppressione delle province con meno di 300.000 abitanti o con una superficie inferiore ai 3.000 chilometri quadrati. Anche se il dl 138/2011 non entra assolutamente nel dettaglio della disciplina necessaria per stabilire le sorti dei dipendenti coinvolti dalle soppressioni ed accorpamenti previsti dagli articoli 15 e 16 della manovra 2011-bis, è evidente che il loro trasferimento sarà una misura necessaria per garantire sia la buona riuscita delle operazioni, sia la conservazione dei posti di lavoro. Mancano, tuttavia, in questo momento i criteri per scegliere chi e come dovrà essere trasferito. Il comma 29 assegna alla contrattazione collettiva di comparto (si ritiene, dunque, debba trattarsi della contrattazione di livello nazionale) il compito di stabilire criteri ed ambiti.

Ma, il blocco della contrattazione fino al 2014 certo non favorirà la convocazione delle parti. Per questo, il comma 29 dispone che in assenza della contrattazione si utilizzeranno criteri che saranno autodeterminati dalle amministrazioni stesse, soggette solo all’informazione preventiva, non alla contrattazione. Il che non favorirà un clima sereno nelle relazioni sindacali, dal momento che processi di estesa mobilità come quelli determinati dal dl 138/2011 richiedono indubbiamente un coinvolgimento delle parti sociali ampio, anche ai fini di una valutazione completa delle implicazioni complesse collegate alla soppressione delle province ed alla riorganizzazione mastodontica che ne deriverà.


ItaliaOggi

- sezione: Manovra bis data: 17/08/2011 - pag: 14
- autore: Pagina a cura di Luigi Oliveri

Autore: senza firma.

Quando saranno pubblicati gli interpelli per i trasferimenti? Perchè i sindacati sottoscrittori dell’accordo sulla mobilità non hanno preteso l’applicazione di quanto in esso stabilito?

Autore: senza firma.

me lo chiedo anch’io.. boh! Semba che dormano!!


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