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FORUM PA - Relazioni sindacali e riforma della Pubblica amministrazione.

12.05.2011
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FORUM PA - Relazioni sindacali e riforma della Pubblica amministrazione.

Si avvia a conclusione l’edizione 2011 del FORUM PA in svolgimento a Roma dal 9 al 12 maggio presso la nuova fiera di Roma.

Al centro del dibattito e dei numerosi convegni che sono stati organizzati in questi 4 giorni, tra gli altri, i temi della riforma della pubblica amministrazione, il rapporto tra contrattazione e legge, i contenuti del D.Lgs 150/2009 in materia di merito e produttività, il ruolo della dirigenza.

La UIL PA ha partecipato con attenzione ai lavori del forum anche e soprattutto per approfondire temi così prepotentemente all’ordine del giorno e contribuire all’interno di una "vetrina" così rilevante, a far sentire la voce e le idee del sindacato dei lavoratori pubblici.

In particolare il giorno 10 maggio la Segreteria nazionale UIL PA rappresentata da Roberto Cefalo in sostituzione del Segretario generale Benedetto Attili impegnato in sopraggiunte attività istituzionali è intervenuta al Convegno "Un piano di riforme per Italia 2020 : Le proposte della dirigenza pubblica"organizzato dall’Associazione giovani dirigenti delle pubbliche amministrazioni".

All’evento, moderato dal giornalista de "Il Sole 24 ore" Gianni Trovati ed introdotto dal Presidente dell’Associazione Pompeo Savarino hanno partecipato rappresentanti di Confindustria, delle associazioni del terzo settore e dei consumatori, il presidente dalla SSPA Giovanni Tria ed il Consigliere Francesco Verbaro.

E’ stata l’occasione per riaffermare anche in quella sede le nostre proposte per modernizzare la PA, migliorarne la qualità e l’efficienza , valorizzarne le professionalità, riconoscendo in tutte le sue forme il valore aggiunto del lavoro e dell’impegno dei pubblici dipendenti.

Noi diciamo chiaramente che sulla Pubblica amministrazione bisogna investire e non invece procedere con la politica dei tagli, tanto più quando sono "lineari", del blocco dei contratti e delle retribuzioni, vanificando la contrattazione integrativa di Amministrazione e territoriale.

La strada maestra è proseguire nel percorso che comunque è già stato delineato in questi anni, verso una maggiore efficienza, minori complicazioni e più adeguati servizi ai cittadini ed alle imprese.

Dovrà passare

- per la riduzione degli sprechi, delle inutili consulenze esterne, l’eliminazione dell’invadenza della sfera politica nella gestione degli Uffici, che porta a duplicazioni, maggiori costi, deresponsabilizzazione dei livelli dirigenziali che invece necessitano di strumenti adeguati e vera autonomia;

- per una vera e convinta lotta all’evasione ed all’elusione fiscale capace di recuperare risorse necessarie a mantenere i livelli di servizio della PA, diminuire la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti ed i pensionati, rinnovare i contratti dei lavoratori pubblici, confermando ed anzi rafforzando la contrattazione integrativa, riconoscendo anche per i nostri comparti il valore della detassazione degli incentivi e del salario aziendale;

- per una politica di riforme che faccia chiarezza sui diversi livelli istituzionali, semplifichi le norme e le procedure, metta al centro delle politiche il cittadino ed in condizione gli addetti di poter lavorare con efficacia e con mezzi adeguati, riconoscendone il ruolo sociale al servizio del paese.

Altro che sminuirne la professionalità o la dignità etichettandoli genericamente come possibili "fannulloni".

Superando l’approccio arcaico del D. Lgs. 150/2009 che ha rilegificato il rapporto di lavoro, depotenziato le prerogative e le potenzialità della contrattazione, creando predeterminate, anacronistiche ed inique fasce di merito che prescindono dalle realtà operative e dallo specifico contributo fornito dai lavoratori ai processi produttivi degli Uffici e delle Amministrazioni.

Noi come UIL siamo da tempo i precursori e gli attori di una politica di rinnovamento e di crescita della pubblica amministrazione.

Siamo consapevoli che i lavoratori e le lavoratrici debbano fare fino in fondo la loro parte e siamo non solo disponibili , ma protagonisti, di una politica di riconoscimento delle professionalità, della produttività e del merito.

Ma all’interno di una stagione di sviluppo e non di arretramento.

Che metta al centro dei processi il confronto con il sindacato, che riconosca il ruolo della contrattazione, che sblocchi i contratti e le dinamiche retributive all’interno di un settore così decisivo per il rilancio dell’economia.

Questi i temi principali del nostro, riteniamo apprezzato, intervento al Forum della PA.

Questi gli obiettivi che ci vedranno impegnati nei prossimi mesi .