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SEZIONE - NOTIFICAZIONI E ESECUZIONI

03.05.2010
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SEZIONE - NOTIFICAZIONI E ESECUZIONI

Rubrica curata da Giovanni Salzano - UNEP CORTE DI APPELLO DI NAPOLI

Autore: Annamaria Bertoli.

Per alcuni atti la compita giacenza dimostra solo l’impossibilità di recapitare la raccomandata. Per alcuni atti giudiziari invece ci sono casi in cui anche il rifiuto (e la compiuta giacenza) può essere equiparata a notifica avvenuta. Ma questo quando l’atto è stato rifiutato dal diretto responsabile.

E’ esatto affermare, quindi, che la compiuta giacenza non equivale a conoscenza giusto? Grazie e complimenti per lo spazio dedicato.

Autore: GIOVANNI SALZANO.

x Annamaria Bertoli:


A grandi linee per il nostro legislatore il sistema delle notificazioni si ispira al principio della conoscibilità e non a quello della effettiva conoscenza del contenuto dell’atto , e questo in base alla esigenze di temperanza tra la necessità dell’istante di non vedere frustate le necessità processuali rispetto ad una generica possibilità da parte dei destinatari di sottrarsi per un tempo indefinito alla notificazione degli atti rendendo impossibile l’instaurarsi di un giudizio, per esempio.

Nel corso del tempo però questo orientamento si sta gradualmente modificando nel senso di una effettiva conoscenza , valga per tutti l’esempio della notificazione ex art 140 C.P.C. nella quale il momento del perfezionamento è stato spostato al momento della ricezione da parte del notificando dell’avviso raccomandato.

Con riferimento alla domanda posta , leggendo il testo del comma 1 dell’articolo 8, della legge n. n. 890/1982 ( "se il destinatario o le persone alle quali può farsi la consegna rifiutano di firmare l’avviso di ricevimento, pur ricevendo il piego, ovvero se il destinatario rifiuta il piego stesso o di firmare il registro di consegna, il che equivale a rifiuto del piego, l’agente postale ne fa menzione sull’avviso di ricevimento indicando, se si tratti di persona diversa dal destinatario, il nome ed il cognome della persona che rifiuta di firmare nonché la sua qualità; appone, quindi, la data e la propria firma sull’avviso di ricevimento che è subito restituito al mittente in raccomandazione unitamente al piego nel caso di rifiuto del destinatario di riceverlo. La notifica si ha per eseguita alla data suddetta") il rifiuto del destinatario vale come notifica avvenuta a prescindere dalla tipologia dell’atto ; come nel 138 2° comma il legislatore ha voluto privilegiare il principio della generica disponibilità dell’atto nella sfera di conoscibilità del destinatario. Quindi la effettiva conoscenza del contenuto dell’atto di fatto è devoluto alla volontà del destinatario.

In tutti e due i casi l’atto viene portato all’interesse del destinatario , se poi il notificando non si cura di prenderne visione, rifiutandolo e quindi non accertandosi del contenuto dell’atto , passando dalla fase di generica “ conoscibilità” alla effettiva conoscenza del contenuto dell’atto compie una scelta personale che il legislatore - secondo me correttamente - non ritiene debba gravare sul richiedente.

Cosi come nel caso della compiuta giacenza degli atti notificati a mezzo del servizio postale che con le modifiche legislative ormai rimangono sei mesi in giacenza negli uffici postali. E’ evidente che se il destinatario ha interesse a passare dalla generica fase di “ conoscibilità” a quella di “conoscenza” dovrà fare una scelta (recarsi a ritirare il plico all’ufficio postale) .

Autore: rosanna.

Desidero sottoporre il seguente quesito: E’ possibile precedere al rilascio di un immobile senza che venga notificato l’ato di avviso per dispensa ottenuta con provvedimento dell’autorità giudiziaria?

Autore: tiziana .

se un ufficiale giudiziario è impegnato in una esecuzione in zona e arriva un pignoramento urgentissimo che scade in giornata in ufficio chi lo riceve deve anche lavorarlo? mi potete dare riferimenti normativi in materia?

Autore: Avvocato.

Salve a tutti e complimenti per l’utilissimo sito. Pongo immediatamente il quesito: sentenza di primo grado ex art. 2932 C.c. attribuisce un appartamento condizionando l’effetto traslativo di cui alla pronuncia al pagamento del residuo prezzo di 90,000 Euro entro 60 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza. Siccome il creditore non voleva ottemperare al giudicato (ormai definitivo in quanto non ha fatto appello), mi sono trovato costretto a formulare offerta reale della somma l’ultimo giorno utile(ossia il sessantesimo), ma il creditore non era presente e l’U. G. ha restituito l’assegno per gli ulteriori incombenti. Ora, dubito della possibilità/utilità di eseguire il deposito della somma e di instaurare il relativo processo per convalida di offerta reale in quanto a mio parere gli effetti della notifica della offerta reale mancata non possono retroagire al giorno del primo accesso dell’U.G.(ossia il sessantesimo giorno dal passaggio in giudicato della sentenza), ma possono spiegare i loro effetti soltanto dalla data di ricezione della notifica del processo verbale unitamente o meno all’intimazione di deposito ex art. 1212 C.c. ed art. 74 disp. att. C.C., di talché mi ritroverei con un giudicato inutiliter datum in quanto controparte potrebbe ben opporre una eccezione d’intempestività dell’offerta reale. La giurisprudenza sul punto è quasi inesistente e comunque dice tutto e il contrario di tutto. Chiedo di sapere se l’offerta reale mancata, instaurando il giudizio di convalida, ha qualche speranza d’essere ritenuto tempestivo. Ringrazio dell’attenzione e invio cordiali saluti.

Autore: UFFICIALE GIUDIZIARIO .

Gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale sul momento del perfezionamento della notifica ex art. 140 cpc sono stati devastanti.I giudici dell’Alta Corte non sanno che l’avviso lasciato alla porta è obbligatoriamente descrittivo,a differenza dell’avviso postale di deposito.Il destinatario da questo momento ha l’arbitrio di valutare l’opportunità di ritardare di dieci giorni gli effetti della notifica.In particolare nelle intimazioni di sfratto "il furbo" ha la possibilità sia di sanare la morosità sia di far scadere i termini,qualora si arrivi a termini inferiori a 20 giorni.

Autore: moderato , sempre.

Ricercare riferimenti normativi diversi dal D.P.R. 1229/59, per l’attribuzione di atti di notifica ovvero esecuzione forzata ad un Ufficiale Giudiziario ovvero ad un Funzionario piuttosto che ad un altro, appare compito arduo, in assenza , di un Regolamento di Servizio che disciplini in maniera esaustiva i compiti di ogni componente dell’Unep di appartenenza. E’ prassi ormai consolidata che la ripartizione degli atti avvenga in base alle cosiddette "zone di competenza" per cui in assenza di uno specifico accordo all’interno dell’Unep ovvero di una particolare discplina del caso concreto, competente ad eseguire l’atto urgente è lo stesso Funzionaro nel cui ambito territoriale di competenza rientra il luogo dell’esecuzione, a nulla rilevando, in mancanza di specifici accordi, il fatto di essere impegnati in altra esecuzione forzata.Le operazioni già iniziate ,possono essere terminate anche oltre le ore 21,00-

Autore: Samantha Tedesco.

Gentilmente vorrei avere delucidazioni in materia di notifiche all’estero. Nel caso di ricorso alla legge consolare, essendo il destinatario dell’atto cittadino italiano residente all’estero, laddove non si conosca la rappresentanza diplomatica competente per territorio (per esempio nel caso di un piccolo paese che non rientra nell’elenco e del quale non si conosca il distretto consolare di appartenenza), è possibile inviare l’atto per la notifica all’ambasciata italiana, la quale o provvederà direttamente alla notifica o provvederà ad inviarlo al consolato competente? Nel caso in cui non si possa adottare questa soluzione come posso risolvere il problema? Grazie e complimenti per il sito.


Unep Ariano Irpino

Autore: moderato ma incazzato.

Giù le mani dalle pensioni- Dalle notizie che si leggono sui principali quotidiani italiani si scorge il proposito di mettere mano al sistema pensionistico riducendo in modo significativo l’importo da corrispondere ai pensionandi, nonostante sia già maturato con la previgente legge. Tale impostazione deve essere,a mio modesto avviso, contrastata con tutte le forze.Non è possibile che siano sempre i lavoratori dipendenti a pagare gli errori di una classe politica arroccata a difendere i propri privileggi e quelli delle consorterie alle quali è legata. I mille rivoli nel cui grande mare si riversano gli intollerabili sprechi , della Pubblica Amministrazione che eroga enormi prebende agli alti dirigenti, le milionarie consulenze affidate dagli Enti locali ai loro referenti elettorali, gli sprechi di risorse umane de economiche nell’utilizzo indiscriminato di scorte a personaggi discutibili, gli altissimi costi della politica in tutte le sue varie accezioni , sono , ormai , divenuti assolutamente intollerabili per tutti i lavoratori.Ove si aggiunga che il cittadino, possessore di una sola casa di abitazione il cui mutuo è anvcora in essere, dovrà pagare un ulteriore balzello per il solo fatto che ha inteso utilizzare i propri risparmi per l’accquisto dell’unico bene che costituisce per l’essere umano l’aspetto più significativo della propria esistenza, LA MISURA E’ COLMA. Giù le mani dalle pensioni perchè abbiamo già pagato troppo. Auspico che tutti i colleghi facciano pervenire un accorato appello alle forze sindacali affinchè " i cosiddetti tecnici prestati alla polica " sappiano valutare l’entità del danno che si sta per procurare ai cittadini italiani ed in particolare ai pensionati ed ai pensionandi. Con assoluta moderazione ma con altrettanta fermezza: GIU’ LE MANI DALLE PENSIONI !!!!!!!!!!

Autore: GIAMPIERO ROMAGNOLI.

OGGI SONO USCITE DA PARTE DELLA UIL-PA TUTTE LE MISSIVE INVIATE A LAGANA’ NEI MESI SCORSI PER LA REGOLARIZZAZIONE DEGLI ISCRITTI LISUG. APPARE CHIARA LA RESPONSABILITA’ DI QUEST’ULTIMA E DEFINITIVA SCONFITTA DEI FUNZIONARI RAPPRESENTATI DAL SIG. LAGANA’ . ***************************** CERTAMENTE NON AVRETE IL CORAGGIO DI PUBBLICARE QUESTA NOTA, LA CENSURA IMPERA IN QUESTO FORUM. MA NON IMPORTA. DOPO MARTEDI’ SE VEDREMO ANCORA IL LOGO DELLA UIL-PA SUL VOSTRO SITO FAREMO I PAZZI. SIETE ALLA FRUTTA.

Autore: senza firma.

Sono un funzionario Unep non iscritto ad alcuna sigla sindacale. Oggi ho deciso di iscrivermi per cercare di portare avanti un discorso finalizzato alla crescita professionale dei funzionari Unep. Ho letto nei diversi post non è possibile aderire che ad un coordinamento unico di ufficiali giudiziari e funzionari. Siccome non mi rispecchio negli aiutanti e vorrei..e sottolineo..vorrei che fosse chiaro...che funzionari ed ufficiali sono due cose differenti..da sempre...quale tutela posso sperare di ottenere senza aderire a questo nuovo coordinamento? Ma come si fà a discutere di crescita professionale dei funzionari se organo legittimato alle esecuzioni ex lege è il funzionario Unep ed in subordine l’ufficiale giudiziario? Come si concilia questa commistione alla luce del contratto vigente..? Formentoni Elio

Autore: senza firma.

Le considerazioni di Elio Formentoni mi trovano perfettamente d’accordo. I Funzionari e gli Ufficiali Giudiziari sono distinti e soprattutto distanti tra loro.Il recente contratto ha fugato ogni dubbio sulla titolarità delle esecuzioni forzate ma ha lasciato inalterato il resto.Il giudizio del capo dell’ufficio nell’assegnazione di funzioni esecutive si sostituisce alle legittime decisioni di una commissione d’esame che ha valutato le dure prove ( scritte ed orali ) sostenute per superare il concorso.Il criterio di sostituzione di un fuzionario in caso di necessità, appare assolutamente inaccettabile.Faccio appello ai nuovi assunti affinchè in massa ( anche aderendo al LISUG per portare avanti, dall’interno, tale linea di principio ) aderiscano ad ogni iniziativa volta a far cancellare questa incomprensibile norma contrattuale.Un capo dell’ufficio ( e lo dico con profondo rispetto ) non può infondere scienza e conoscenza ad un dipendente di Area diversa che ha sostenuto prove d’eseme differenti , solo perchè manchi o sia ompedito il soggetto titolare.Ed anche chi appartiene all’Area diversa deve avere un sussulto di orgoglio lottando per non lasciarsi utilizzare solo alla bisogna.

Autore: GIOVANNI SALZANO.

X SAMANTHA TEDESCO


In primis, l’essere il notificando di nazionalità italiana, non ci obbliga necessariamente alla normativa consolare. Se risiede in un paese che è a noi legato da una convezione multilaterale o bilaterale si ricorre a questa. Occorre solo fare attenzione, perché per alcuni piccoli Stati l’adesione ad una convenzione non è di immediata conoscenza.

E’ il caso per esempio di alcuni piccoli Stati come Saint Vincent and the Grenadines , Antigua e Barbuda che aderiscono alla Convenzione dell’Aja del 65 per successione , essendo membri del Commonwealth Britannico.

Nel caso invece in cui con il paese in questione non vi siano convenzioni occorre controllare presso il sito del nostro Ministero degli esteri se vi è in loco una nostra rappresentanza.

Se non ci fosse copertura diplomatica diretta è probabile che la competenza sia in capo al consolato italiano di un paese vicino. Oppure vi può essere In qualche caso in loco un vice console onorario . Come per esempio le Isole Figi, dove non c’è un consolato italiano, ed è competente l’ambasciatore italiano della sede di Camberra in Australia , pur essendoci in loco un vice console onorario , che però ha funzioni limitate.

Insomma dipende un po’ da caso a caso . Comunque se mi manda una mail con il caso concreto vedo di risponderle con più precisione.

Autore: senza firma.

Sono contrario alla privatizzazione della nostra professione. Chi pensa di applicare un principio maggioritario per portare avanti discorsi finalizzati solo ed eslusivamente alla libera professione in termini europei alla stregua del modello francese non riscuote i consensi di tutti i funzionari ed ufficiali giudiziari che sono attualmente in servizio. E’ bene chiarire questo una volta e per sempre. Sognare riforme che tendono alla mobilità dei lavoratori o peggio al licenziamento non troveranno riscontri concreti. Ne vedremo delle belle. Elio Formentoni

Autore: PIO RENATO DE CHIARA.

CARO GIOVANNI,

SEI IN GRADO DI DIRCI QUALE SIA PREVALENTE TRA COMPETENZA FUNZIONALE E TERRITORIALE IN TEMA DI NOTIFICA? GRAZIE

PIO

Autore: Adriana.

Vorrei sapere se si possono rilasciare copie di copie autentiche al fine della notifica. Ossia si può autenticare una copia senza prendere visione dell’originale? Adriana

Autore: moderato- Sempre.

La domanda di Adriana trova risposta nell’art. 111 del D.P.R. 1229/59 il quale, al primo comma, recita testualmente: L’Ufficiale Giudiziario quando deve provvedere alla notificazione di atti pubblici RILASCIATI IN COPIA dal Notaio o da altro pubblico uficiale competente, è autorizzato a fare le altre copie che deve consegnare alle parti.

Autore: senza firma.

Esistono uffici Nep nei quali sono state separate in modo chiaro le attività di notifica ed esecuzione? Se si quali soluzioni hanno adottato sotto il profilo contabile?

Autore: senza firma.

Sono tantissimi gli uffici Nep dove sono separate le funzioni di notifica rispetto a quelle di esecuzione, nei quali, in pratica, non è, mai, stata adottata la promiscuità di funzioni. Ai fini contabili, di conseguenza, sono assegnate agli ufficiali giudiziri ,le indenità di trasferta relative alle notifiche, ai funzionari quelle relative alle esecuzioni forzate. Nei casi in cui questi ultimi siano chiamati, per esigenze di servizio, a dare il proprio contributo lavorativo nelle notificazioni ,a causa di un surplus di richieste in quel settore, una parte delle trasferte prodotte sarà assegnata anche ai funzionari che hanno contribuito all’esecuzione delle notifiche ma, in proporzione all’effettiva attività svolta.

Autore: senza firma.

A proposito della posizione del Sindacato circa il fatto che " in alcuni casi potrebbe essere necessario valutare comparativamente i curricula degli Uff. Giud. Dirigenti degli uffici accorpanti e di quelli accorpati, in presenza di particolari professionalità", registro con curiosità il fatto che per la prima volta, per la nomina dei Dirigenti occorrerà comparare le diverse professionalità. Tale impostazione,tuttavia, vale solo per gli uffici accorpati e quelli accorpanti o, vale per tutti ? E gli Ufficiali Giudiziari retrocessi che fine faranno ? Se così sarà, ne vedremo delle belle ! Non sarebbe il caso di aprire un dibattito e fare chiarezza ?

Autore: senza firma.

Quali sono i rimedi giuridici esperibili a fronte della mancata separazione delle attività di notifica da quelle di esecuzione? Se insomma non si addiviene alla necessaria e dovuta separazione cosa si può fare..si continua a far finta di applicare il precedente contratto ?

Autore: pino.

la prima cosa è iscriversi ad un sindacato che ti tutela. se il sindacato non ti tutela o è fatto da incapaci che lo guidano, te ne vai e cerchi qualcuno più serio.

Autore: moderato, sempre.

I rimedi per ottenere la netta separazione dell’attività di notifica con l’esecuzione forzata non appaiono semplici nonostante il fatto che il contratto, l’orientamento ministeriale espresso recentemente e le sentenze dei Tribunali, non sembrino lasciare spazio agli equivoci . L’Ufficiale Giudiziario ex B3 può esercitare le funzioni esecutive, soltanto, in presenza di detreminati presupposti in difetto dei quali le procedure dovrebbero essere dichiarate nulle.I tentativi di alcuni colleghi volti ad ottenere il riconoscimento delle differenze retributive e/o di altri diritti, per aver esercitato le funzioni superiori, sembrano, purtroppo , naufragati per effetto dei noti provvedimenti giurisdizionali. Non si può rischiare di vedersi annullate le procedure portate avanti da un ufficiale giudiziario senza la motivata autorizzazione del Capo dell’Ufficio Giudiziario. Inaccettabile appare, infine, la conseguente riduzione di competenze economiche ( leggasi trasferte )da parte di un ufficiale giudiziario che svolgendo attività riservata ai funzionari, pur ricevendo il doppio dell’indennità prevista per la notificazione di un atto, impiega un tempo , a volte ,dieci volte maggiore per portare a termine una esecuzione forzata.

Autore: moderato, sempre.

A proposito della Nota ministeriale del 12 dicembre 2012 avente ad oggetto i pignoramenti di crediti presso terzi nella quale viene ribadita in forma inequivoca l’impossibilità di procedere alla notifica degli atti a mezzo del servizio postale trattandosi di attività di esecuzione forzata disciplinata nel titolo II°, Capo III° del c.p.c. ritengo doveroso sottolineare il fatto che tale disciplina a mio modesto parere dovrebbe essere estesa anche alle procedure di espropriazione immobiliare atteso che anche nelle suddette ipotesi è prescritta l’ingiunzione di cui all’art. 492 e l’immediato deposito dell’originale dell’atto notificato ex art. 137 c.p.c. nella competente Cancelleria. Ma vi è di più:Il riferimento al solo art. 137 c.p.c. e non agli artt. seguenti esclude a priori il ricorso alla notifica a mezzo del servizio postale . Ulteriore conferma è data dalla percezione dei diritti di esecuzione e dalle indennità di trasferta corrisposti per tale procedura. La nota ministeriale, tuttavia, sembra eludere il quesito posto dal collega che dichiarava di aver " ritento applicabile tanto al pignoramento presso terzi , quanto al pignoramento immobiliare , l’art. 107 del D.P.R. 1229/59 . Ed infatti la Nota ministeriale precisa, soltanto ,che " relativamente ai pignoramenti presso terzi il tenore della disposizione normativa risulta sufficientemente chiaro ed inequivoco" tralasciando ogni risposta circa la procedura di espropriazione immobiliare. Sarebbe opportuno, pertanto, uniformare il modus operandi in tutti gli Unep.

Autore: senza firma.

E’ umiliante ammetterlo ma a distanza di anni nel più importante ufficio nep del Nord Italia il contratto non è applicato in modo rigido nonostante che tutti i funzionari abbiano richiesto per iscritto che l’Amministrazione si uniformasse al contratto ed alle circolari esplicative. L’ appattimento di competenze e professionalità è alla luce del sole senza che esistano delle motivate esigenze di servizio. Motivate perchè le esigenze di servizio non possono essere a tempo indeterminato ovviamente nè chi svolge le esecuzioni per esigenze di servizio può arrogarsi il diritto di pretendere quelle attività svolte come riconoscimento di non sò quali funzioni o mansioni superiori. Siamo al paradosso.

Autore: senza firma.

Il contratto non sarà mai applicato in senso rigido perchè non conviene nè ai singoli lavoratori nè conviene all’amministrazione. Quindi visti gli scarsi riscontri in termini concreti non rimane che sperare nel prossimo contratto ed in un maggiore impegno delle sigle sindacali al fine di abolire una volta e per sempre l’interfungibilità. In altra amministrazione tale vocabolo non sarebbe passato mai nemmeno in via incidentale. Figuriamoci se i funzionari di altra amministrazione avrebbero fatto passare tale anomalia. Purtroppo da noi le cose non funzionano come dovrebbero poichè la dea trasferta regna sovrana.

Autore: moderato, sempre.

La lingua italiana è straordinaria e per questo motivo tutte le volte in cui si mira a rendere fumoso qualsiasi argomento ,si fa ricorso a termini di ambigua interpretazione. Nel nostro caso, ad esempio, per camuffare una vera e propria promiscuità di funzioni fornendo ad alcuni ingenui lavoratori l’illusione di un passaggio di area economica senza essere in possesso dei necessari requisiti previsti dalla legge, si è inventata la cosiddetta interfungibilità che era e rimane una delle più intollerabili storture in un ambito lavorativo intriso di interessi economici , ormai, evidenti. In alcuni uffici NEP all’interno dei quali resiste ancora la promiscuità fra personale appartenente ad aree economiche diverse , per le quali sono richiesti differenti requisiti culturali, non si comprende più quale sia l’elemento che possa giustificare lo svolgimento di funzioni affidate dalle norme al personale di area superiore alla luce delle minori entrate derivanti dall’indennità di trasferta, complessivamente prodotte dalle esecuzioni forzate rispetto alle notifiche. Dopo le recenti pronunce giuridizionali, sembra, infatti, definitivamente naufragata la speranza di poter ottenere , almeno, le rispettive competenze stipendiali di base previste per l’area economica superiore. C’è da chiedersi, allora, come sia giustificabile accettare , ancora, una simile impostazione.

Autore: Un collega.

Ora arriva anche la sentenza di Larino che concede la terza fascia agli ex B/3! Qui tutto tace a proposito. Cosa altro ci aspetta?

Autore: Un collega.

Tra poco uscirà l’interpello e i colleghi più anziani e aventi diritto verranno gabbati dai colleghi raccomandati-applicati-distaccati a vario titolo. Non è possibile che il sindacato faccia ricorso almeno relativamente a questo punto dell’accordo?

Autore: senza firma.

Se i funzionari si decideranno a scioperare in tutta italia otterranno l applicazipme rigida del contratto e la sospensione degli interpelli

Autore: senza firma.

Inutile dire che siamo alle solite. Un contratto che prevede la possibilità di organizzare gli uffici tenendo conto dei titoli di studio dei profili professionali e delle competenze non viene rigidamente applicato per non sò quali motivazione. Si proclamano stati di ogni tipo ricorsi e controricorsi e allo stato dei fatti non c’è altro che il nulla assoluto. Lo stesso dicasi per gli interpelli di prossima pubblicazione. Distacchi reiterati di anno in anno sempre alle stesse persone e personale carente sempre nelle stesse sedi costrigendo il personale che deve sostituire i distacchi al doppio della interfungibilità.

Autore: NINO LAGANA’.

AVVERSO L’ACCORDO, NON VI E’ SINDACATO CHE POSSA RICORRERE AL G.O.. E’ LEGITTIMATO SOLO IL LAVORATORE CHE SI SENTA LESO (AL RIGUARDO VI E’ AMPIA GIURISPRUDENZA). PURTROPPO, PIU’ VOLTE ABBIAMO INVITATO I COLLEGHI A RICORRERE AVVERSO IL MANCATO RISPETTO DELLA PREVISIONE DELL’ACCORDO 27 MARZO 2007 CHE STABILIVA INTERPELLI ANNUALI, MA SENZA ESITO

Autore: NINO LAGANA’.

PREGO LEGGERE IL MIO COMMENTO DI QUALCHE GIORNO FA

Autore: senza firma.

Siete a conoscenza di stati di agitazione del personale Unep nel Nord Italia?

Autore: senza firma.

Si e a breve diventerà un onda anomala che si estenderà a tutti gli uffici della Repubblica. Siamo ad una svolta storica. Siamo alla fine della interfungibilità non richiesta nè giustificata in alcun modo. Se mancano funzionari assumete. Non utilizzare il personale per compiti non previsti altrimenti prima o poi vi fanno causa.

Autore: senza firma.

Se i Funzionari decideranno di scioperare l’effetto sarà l’esatto contrario dell’applicazione rigida del contratto.La previsione di poter utilizzare ,per le esecuzioni forzate ,gli Ufficiali Giudiziari ex B3 in caso di necessità, ad insindacabile giudizio del Capo dell’Ufficio Giudiziario , la dice lunga sull’esito dell’eventuale sciopero.Ai Funzionari giovani ricordo che ci fu uno sciopero durato oltre due mesi, ininterrottamente, con il solo risultato di essere rimasti senza stipendio e di aver favorito, inconsapevolmente, gli interessi di altri. Lo scipero, rebus sic stantibus, non produrrebbe gli interessi dei Funzionari

Autore: giuseppe m.

IN UNA IMPORTANTE SEDE DEL NORD HO SENTITO CHE IN CASO DI SCIOPERO DEI FUNZIONARI GLI UFFICIALI SONO PRONTI A PRENDERE IL LORO POSTO NELL’APERTURA DEGLI SPORTELLI E ESECUZIONE DEGLI ATTI SU TUTTO IL TERRITORIO RINGRAZIANDO PER I SOLDI REGALATI. INOLTRE GLI UFFICIALI GIUDIZIARI DA CONTRATTO POSSONO COORDINARE IL PERSONALE INFERIORE. E’ UNA BELLA TRAPPOLA STO SCIOPERO. POSSIBILE CHE I SINDACATI DEI FUNZIONARI SIANO COSI’ INCAPACI?

Autore: piergiorgio.

Il tribunale di Modena riconosce l’avvenuto demansionamento degli ufficiali giudiziari e il oro diritto all’inquadramento in terza area

Autore: francesco savarese.

Caro Giovanni, che tu sappia, la nostra normativa oppure pronunce giurisprudenziali hanno definito se l’avvocato può consegnare solo l’atto da notificare senza specificare i destinatari delle notifiche, adducendo che deve essere l’Ufficiale Giudiziario a redigere la relata(il che sarebbe normale) ma dopo aver visionato ed aver derivato i destinatari stessi dal corpo degli atti? Ti ringrazio per le eventuali dritte, dal momento che ho un problema del genere con un avvocato del posto. Francesco Savarese Alessandria

Autore: senza firma.

Le sentenze d primo grado , singole sentenze,non sono indicative di nulla. In appello saranno demolite e spazzate via come uno tsunami. La normativa e’ chiara ed evidente a tutti. È chiaro che al momento le sentenze esistono e fanno stato solo tra le parti.Quindi inutili trionfalismi dell ultima ora. Ben presto un onda anomala spazzerà’ via l interfungibilita’ . È’ tempo di riflettere sul processo telematico e riforma delle esecuzioni. Chi non ha superato il concorso da funzionario e’ meglio che inizi a pensare a farlo piuttosto che sperare in interventi fuori luogo. Arturo Zollemann

Autore: moderato, sempre.

Per Francesco Savrese: Trovo davvero singolare l’assunto secondo cui dovrebbe essere l’ufficiale giudizirio ad individuare il nome del destinatario dell’atto da notificare atteso che la fase di impulso spetta proprio alla parte che richiede la notificazione la quale ha l’obbligo di indicare il nome e cognome nonchè l’indirizzo del destinatario. Ove la parte richiedente non intenda indicare nella relata (che è atto dell’ufficiale giudiziario ) il destinatario della notificazione, potrà e dovrà, comunque, indicarlo nell’originale dell’atto stesso in modo inequivoco , completo di tutti gli elementi volti ad indirizzare il soggetto notificatore esattamente nel luogo in cui dovrà avvenire la consegna, ovvero specificare il luogo in cui dovrà essere effettuata la spedizione, posto che l’ufficiale giudiziario o chi ne esercita le relative funzioni è organo di esecuzione e potrà eseguire le notificazioni , ex art. 137 c.p.c. soltanto ed esclusivamente su istanza di parte o su richiesta del Pubblico Ministero o del Cancelliere.

Autore: moderato, sempre.

Se è vero che le sentenze di primo grado hanno un valore provvisorio , è altrettanto vero che non sempre il Ministero ( della Giustizia ) ha proposto appello tanto da rendere definitiva una , ormai , famosa sentenza che ha visto, a mio avviso giustamente, inquadrato un Funzionario Unep e, purtroppo solo lui, all’apice della fascia economica di riferimento. Il che non rende, assolutamente, giustizia alla categoria. Se le sentenze di primo grado appena pronunciate da alcuni Tribunali divenissero esecutive , quale sorte avrebbero gli Ufficiali Giudiziari che non hanno avuto la possibilità di essere " interfungibili " con i colleghi di area superiore? Spero che qualcuno dia una esaustiva risposta. Grazie-

Autore: francesco savarese.

per Moderato, sempre. Effettivamente l’avvocato agisce nel senso di inserire all’interno dell’atto il o i nominativi dei destinatari, pretendendo, però che sia l’ufficio, visionando l’atto, a estrapolare i destinatari e quindi a redigere la relata di notifica. Ho disposto comunque che, allo sportello, onde non vi siano equivoci od errori sui destinatari, il collega che si trova alla ricezione, trattenendo nel frattempo allo sportello chi presenta le richieste di notifica, predisponga sul momento le necessarie relate, chiedendo, se del caso, informazioni, sul presupposto che gli atti vanno poi passati agli assistenti per l’iscrizione a cronologico ed essi devono essere in grado di poter sapere immediatamente a chi va notificato l’atto stesso, per poterlo registrare correttamente. Tutto questo, ovviamente, si ripercuote sulla funzionalità dell’ufficio e crea, nel caso gli atti dell’avvocato siano tanti, una notevole coda.

Autore: azenor83.

Buongiorno, i tempi delle notifiche per uno sfratto esecutivo li conosco, mentre invece non so quanti giorni ha a disposizione l’U.G. per comunicare la data di accesso; non sto parlando dei dieci giorni, che normalmente si danno all’esecutato per prepararsi;una volta notificato l’atto per posta, poi ricevuta la cartolina di avviso di ricevimento e dal quel momento far trascorrere i dieci giorni previsti dalla legge,a questo punto l’Avvocato và dall’U.G. consegnando il tutto per lo sfratto esecutivo e a partire da questo momento, quanti giorni di tempo ha l’U.G. per comunicare all’avvocato la data dell’esecuzione . Grazie in anticipo per la risposta

Autore: senza firma.

L’art. 608 del c.p.c. nella formulazione in vigore dall’ 1.3.2006, stabilisce che l’esecuzione del rilascio d’immobile , inizia con la notifica dell’avviso con il quale l’ufficiale giudiziario comunica almeno dieci giorni prima alla parte che è tenuta a rilasciare l’immobile, il giorno e l’ora in cui si procederà. La data dell’esecuzione è stabilita autonomamemnte dall’ufficiale giudiziario e non è subordinata al rispetto dei termini di validità dell’atto di precetto ma deve tenere conto, soltanto, di un termine minimo di dieci giorni a partire dalla notificazione dell’avviso. Tale notificazione , indipendentemente dal giorno indicato dall’ufficiale giudiziario deve avvenire, tuttavia, entro i 90 giorni previsti per l’efficacia del precetto.

Autore: Tommaso.

Buongiorno.Chiedo scusa per l’intrusione. Mi rivolgo a Voi in quanto Ufficiali Giudiziari per avere un chiarimento, se è possibile, su una questione pratica. Premetto che sono un avvocato. Cortesemente Vorrei sapere se è possibile pignorare l’autovettura intestata alla moglie del debitore se il regime patrimoniale tra coniugi è quello della comunione legale tra coniugi. la situazione è questa : Ho effettuato un primo tentativo di pignoramento mobiliare che ha avuto esito negativo. Ho riscontrato che la moglie del debitore è intestataria di un’auto di valore. Dal certificato di matrimonio risulta che il regime tra i coniugi è quello della comunione legale. Ora chiedo, gentilmente, se è possibile pignorare tale auto, per farla vendere e soddisfare il credito del mio cliente sulla metà del ricavato della vendita. Io consegnerei all’Ufficiale Titolo, Visura PRA e certificato di matrimonio. L’ufficiale Giudiziario che dovrebbe effettuare l’esecuzione sostiene che nn è possibile, ma nn l’ho visto preparato e sicuro sul punto. Se effettivamente non è possibile procedere a tale pignoramento mobiliare quale sarebbe l’azione da esercitare. Avviare un giudizio ordinario d’accertamento mi sembrerebbe eccessivamente dispendioso. Ringrazio in anticipo per la risposta che vorrete fornirmi e porgo distinti saluti


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