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DEFINITE LE NUOVE REGOLE SUL MODELLO CONTRATTUALE.

27.01.2009
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DEFINITE LE NUOVE REGOLE SUL MODELLO CONTRATTUALE.

- E’ stato firmato il 22 gennaio scorso l’accordo quadro interconfederale che definisce le nuove regole per la contrattazione, valide sia per il settore privato che per quello pubblico. Con successivi accordi interconfederali, verranno poi stabilite “specifiche modalità, criteri, tempi e condizioni” con cui dare concreta attuazione all’accordo stesso, per giungere alla definizione di un modello comune a tutti i settori del lavoro.

Per quanto riguarda il settore pubblico, le principali novità contenute nell’accordo del 22 gennaio sono le seguenti:
- durata triennale dei contratti nazionali e integrativi, sia per la parte normativa, che per quella economica;
- definizione delle risorse da destinare agli incrementi attraverso la concertazione con il governo, assumendo come riferimento un nuovo indice previsionale, che sarà definito sulla base dell’IPCA (Indice dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo) depurato dai costi energetici, da un soggetto terzo;
- definizione della base di calcolo su cui applicare il nuovo indice previsionale, prendendo a riferimento le voci “di carattere stipendiale”;
- recupero nel triennio successivo del differenziale tra inflazione calcolata e inflazione effettivamente misurata, “tenendo conto dei reali andamenti delle retribuzioni di fatto dell’intero settore”;
- ridefinizione tramite specifici accordi interconfederali dei tempi e delle procedure per la presentazione delle piattaforme, per l’avvio e per lo svolgimento delle trattative Di grande importanza per noi saranno sia le specifiche intese previste al secondo capoverso dell’accordo, nelle quali, fra le altre cose, dovranno essere definiti con grande chiarezza i significati di alcune espressioni, quali “voci di carattere stipendiale” e “retribuzioni di fatto dell’intero settore”. E’ evidente che, per quanto ci riguarda, la “base stipendiale” non può che significare l’intera massa retributiva, mentre l’ ”intero settore” definisce l’ambito di contrattazione a cui si riferisce la tornata contrattuale. Per quanto riguarda, poi, l’individuazione delle risorse da destinare ai rinnovi contrattuali, la fase concertativa prevista nel punto 2 dell’accordo dovrà tenere conto, a nostro avviso, dell’esigenza di finanziare la contrattazione integrativa con risorse aggiuntive INFORMAZIONI SINDACALI
- A tutte le strutture della UIL-Pubblica Amministrazione
- Ai componenti del Comitato Centrale, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri Circolare n. 113 del 27 gennaio 2009 UIL Pubblica Amministrazione MINISTERI - ENTI PUBBLICI - UNIVERSITA’ - RICERCA - COMPARTO SICUREZZA AGENZIE FISCALI - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - VIGILI DEL FUOCO - AUTORITA’ INDIPENDENTI SETTORE NAZIONALE MINISTERI tel. 06/71588888 fax 06/71582046 - e-mail: uilpa@uilpa.it sito internet: www.uilpa.it rispetto al finanziamento derivante dall’applicazione dell’indice previsionale alla base stipendiale. Sul nostro sito internet www.uilpa.it è pubblicato il testo dell’accordo interconfederale del 22 gennaio e una nota di approfondimento della nostra Confederazione. I CONTRATTI DEL BIENNIO 2008-2009 ORMAI SONO IN DIRITTURA D’ARRIVO Intempestive e discutibili le iniziative delle sigle dissenzienti Purtroppo, in quest’ultimo periodo si susseguono le iniziative strumentali assunte da altre organizzazioni sindacali contro la firma dei contratti di lavoro nel pubblico impiego. Con amarezza, prendiamo atto che alcuni settori del mondo sindacale non si rassegnano all’idea che i lavoratori pubblici hanno visto rinnovare i contratti scaduti senza perdere una sola giornata di lavoro e che gli effetti economici dei nuovi contratti 2008-2009 stanno già andando velocemente a regime. Grazie alle intese sottoscritte tra ottobre e dicembre scorso, è stato possibile garantire un adeguamento retributivo per il 2009 in linea con i tassi di inflazione programmata (secondo quanto stabilito dall’accordo di luglio 1993); è stato confermato l’impegno del governo a recuperare entro il 2009 tutte le somme tagliate dai fondi unici per effetto della legge 133/2008; è stato ribadito il ruolo centrale della contrattazione nella definizione dei nuovi criteri sulla produttività e sulla c.d. “meritocrazia”, scongiurando così il rischio di iniziative unilaterali e incontrollate da parte dei dirigenti. In una fase storica in cui il lavoro pubblico è sottoposto ad attacchi e denigrazioni inaudite; in cui viene pesantemente rimessa in discussione la funzione dei pubblici servizi; in cui si cerca di svuotare di contenuto gli istituti delle relazioni sindacali e di sminuire il ruolo del sindacato nel settore pubblico, la tornata contrattuale 2008-2009 rappresenta un segnale importantissimo di contro-tendenza. Gli accordi sottoscritti dal 30 ottobre in poi sul rinnovo dei CCNL di Ministeri, Enti Pubblici e Agenzie Fiscali rilanciano il ruolo della contrattazione e segnano il primo, indispensabile passo di un percorso di recupero salariale, normativo e contrattuale che dovrà proseguire sulla base delle nuove regole fissate nell’accordo interconfederale sul modello di contrattazione. Noi siamo convinti che con le nostre scelte abbiamo difeso e valorizzato il lavoro pubblico! Pertanto, non condividiamo le motivazioni che sono alla base di questa consultazione fra i lavoratori per ”valutare” i contenuti delle intese relative al biennio 2008-2009 nei comparti Ministeri, Enti Pubblici e Agenzie Fiscali. I lavoratori già conoscono benissimo i contenuti degli accordi, che sono stati spiegati ed illustrati fin nei minimi dettagli nel corso di questi ultimi mesi. I lavoratori già sanno che questi accordi, come qualsiasi atto negoziale, contengono aspetti positivi e altri meno positivi, proprio perché sono il frutto di mediazioni, a volte durissime, che si devono compiere con le controparti pubbliche, ed avvengono in contesti anche molto sfavorevoli per il pubblico impiego, come è quello attuale. I lavoratori sanno che gli accordi sui rinnovi 2008-2009 rappresentano il massimo risultato che in questo momento così critico era possibile ottenere nel pubblico impiego. Non è un caso che la gravissima crisi finanziaria che investe la nostra economia sta determinando, nel settore privato, centinaia di migliaia di licenziamenti ed il ricorso massiccio alla cassa integrazione. Ma aldilà di queste considerazioni, riteniamo che l’uso distorto dello strumento referendario produca seri danni all’interno del movimento sindacale e nel sistema di relazioni industriali all’interno delle amministrazioni:
- si alimenta in modo strumentale il malcontento fra i lavoratori, creando incertezza e diffidenza nei riguardi delle organizzazioni rappresentative;
- si generano false aspettative fra i lavoratori, facendogli erroneamente credere che gli accordi già definitivamente sottoscritti possano essere rimessi in discussione;
- si avalla una pericolosa tendenza all’uso indiscriminato di istituti che certamente rappresentano strumenti di libertà e partecipazione democratica alla vita sindacale nei luoghi di lavoro, ma che andrebbero usati con maggiore ponderazione, attraverso procedure condivise e nel rigoroso rispetto delle regole fissate.
Fraterni saluti

Il Segretario generale

(Salvatore Bosco)

Nota Confederazione - 26.01.2009

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